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Collo dell’utero ricostruito in 3D per studiare le infezioni sessualmente trasmesse

Tecnologia e Innovazione Lucia Oggianu | 08/04/2026 13:15

Un sistema innovativo replica la cervice uterina in condizioni fisiologiche

Ricostruire in laboratorio il collo dell’utero umano per analizzare in modo più realistico le infezioni sessualmente trasmesse. È il risultato ottenuto da un team di ricercatori della University of Maryland School of Medicine, che ha sviluppato il primo "organo su chip" capace di riprodurre fedelmente la cervice uterina. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Advances.

Test su clamidia e gonorrea

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Il sistema è stato testato utilizzando due tra le infezioni sessualmente trasmesse più diffuse: la clamidia, causata da Chlamydia trachomatis, e la gonorrea, provocata da Neisseria gonorrhoeae. Si tratta di patologie che rappresentano una quota significativa del carico globale di infezioni sessualmente trasmesse e che continuano a essere una sfida rilevante per la sanità pubblica.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, quasi un milione di nuove infezioni sessualmente trasmesse si verificano ogni giorno nel mondo tra le persone di età compresa tra i 15 e i 49 anni, soprattutto clamidia e gonorrea. Per la sola clamidia si stimano circa 129 milioni di nuovi casi all’anno.

Impatto clinico

Nelle donne, queste infezioni possono determinare conseguenze importanti sulla salute riproduttiva, come infertilità e parto prematuro. Migliorare la comprensione dei meccanismi di infezione a livello della cervice uterina è quindi essenziale per sviluppare strategie terapeutiche più efficaci e ridurre il peso clinico di queste patologie.

La svolta nello studio delle infezioni sessualmente trasmesse

"Questo nuovo modello rivoluzionerà il modo in cui gli scienziati studiano le infezioni sessualmente trasmesse" – afferma Jacques Ravel, co-autore principale della ricerca – Permetterà una migliore comprensione di queste patologie e aprirà la strada a trattamenti più efficaci".

Secondo i ricercatori, la possibilità di osservare in laboratorio l’interazione tra patogeni, tessuti e sistema immunitario in un contesto più realistico rappresenta un cambiamento sostanziale rispetto ai modelli finora disponibili.

Come funziona l’organo su chip

Il modello di "organo su chip" simula la cervice uterina utilizzando cellule epiteliali cervicali, cellule del tessuto di supporto, cellule immunitarie, flussi di fluidi e microbiomi comunemente presenti nella vagina. La struttura è composta da una membrana porosa stratificata, con cellule cervicali umane su un lato e cellule di supporto sull’altro.

I fluidi scorrono su entrambi i lati del sistema, riproducendo le condizioni fisiologiche. Con l’aggiunta di microbiomi e agenti patogeni, il modello riesce a replicare aspetti chiave dei processi che avvengono nella cervice uterina durante l’infezione, offrendo un nuovo strumento per la ricerca sulle infezioni sessualmente trasmesse.

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