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Vaccino antinfluenzale, scudo contro infarto e ictus

Vaccini Lucia Oggianu | 08/04/2026 13:13

Studio Ecdc: protezione confermata anche in caso di infezione post vaccinica

Quando non riesce a evitare l’influenza, il vaccino antinfluenzale riduce il rischio di infarto e ictus, che aumenta in modo significativo dopo l’infezione. Lo evidenzia uno studio pubblicato su Eurosurveillance, rivista dello European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), condotto da ricercatori dell’Ecdc, dell’Università di Copenaghen e del Statens Serum Institut di Copenhagen.

"L’infezione influenzale – spiegano gli autori – può infatti agire come fattore scatenante di eventi cardiovascolari acuti attraverso un’infiammazione sistemica di breve durata. Ci sono prove solide del fatto che la vaccinazione antinfluenzale sia in grado di ridurre il rischio cardiovascolare prevenendo l’infezione".

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Il focus sulle infezioni post-vacciniche

Lo studio ha voluto approfondire un aspetto finora meno esplorato, verificando se la protezione cardiovascolare del vaccino si manifesti nelle cosiddette breakthrough infections, cioè le infezioni influenzali che colpiscono persone già vaccinate.

Per farlo, il team ha analizzato i dati di oltre 200 mila persone ricoverate in Danimarca per infarto o ictus tra il 2014 e il 2025. L’analisi ha confermato un aumento marcato del rischio cardiovascolare immediatamente dopo l’infezione influenzale: nella settimana successiva all’influenza il rischio di infarto risulta cinque volte più alto, mentre quello di ictus triplica rispetto agli altri periodi dell’anno.

Rischio dimezzato nei vaccinati

Accanto a questo dato, emerge un risultato rilevante sul piano clinico e di sanità pubblica. Nelle persone che hanno sviluppato l’influenza dopo la vaccinazione, il rischio di infarto e ictus nella fase immediatamente successiva all’infezione risulta dimezzato rispetto ai soggetti non vaccinati.

Un’evidenza che suggerisce come il vaccino antinfluenzale eserciti un’azione protettiva cardiovascolare anche nei casi in cui non riesce a prevenire l’infezione virale, come sottolineano gli autori.

Implicazioni per le strategie vaccinali

"La vaccinazione antinfluenzale potrebbe offrire una protezione cardiovascolare anche nei casi in cui non riesca a prevenire l’infezione. Se questo dato venisse confermato da ulteriori studi condotti in altri contesti, rafforzerebbe la necessità di dare priorità alla vaccinazione antinfluenzale nelle persone a rischio di malattie cardiache o ictus" – concludono i ricercatori, sottolineando il valore della vaccinazione oltre la sola prevenzione della malattia respiratoria, all’interno di una strategia più ampia di tutela delle fasce di popolazione più vulnerabili.

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