
Un team multidisciplinare di esperti, tra cui Ernesto Pasquini, ha eseguito un intervento chirurgico innovativo che ha permesso di rimuovere un tumore aggressivo a un bambino di dieci anni.
Un delicato intervento di chirurgia maxillo-facciale ha salvato la vita di un bambino di 10 anni, affetto da un raro e aggressivo tumore, all'ospedale San Marco di Catania. L’operazione, eseguita con l’apporto del rinomato esperto Ernesto Pasquini, ha avuto successo grazie a un approccio multidisciplinare che ha coinvolto diversi specialisti provenienti da istituzioni sanitarie locali e nazionali.
Il piccolo paziente era stato inizialmente ricoverato presso l’Unità Operativa di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Catania, diretto dalla dottoressa Giovanna Russo, a causa di gravi difficoltà respiratorie e frequenti epistassi.
La situazione è stata complicata dalla grandezza del tumore, che misurava circa come una pera, e dal suo rischio emorragico, che avrebbe potuto compromettere ulteriormente la salute del bambino. Prima di procedere con l'intervento chirurgico, è stata eseguita un’embolizzazione del tumore, guidata dal dottor Gianluca Galvano, direttore della Neuroradiologia Interventistica presso l’ospedale Garibaldi Nesima, per ridurre il flusso sanguigno verso la formazione tumorale e minimizzare il rischio di sanguinamento durante l’operazione.
L’intervento è stato condotto dall’équipe dell'Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’ospedale San Marco, diretta dal dottor Alberto Bianchi. La chirurgia, eseguita in endoscopia a fibre ottiche, è stata resa possibile anche grazie al supporto fondamentale del team anestesiologico, coordinato da Rino Calabrese, direttore del blocco operatorio, insieme agli anestesisti Valentina Schirò e Daniela Di Stefano, direttrice dell’Unità di Anestesia e Rianimazione del Garibaldi Centro.
L'operazione è durata alcune ore ed è stata completata con successo. Già dopo pochi giorni, il bambino ha mostrato segnali di miglioramento e si appresta a essere dimesso dall’ospedale per proseguire con i controlli di follow-up. Questo intervento, altamente specialistico e innovativo, ha dimostrato come la sinergia tra diverse competenze possa fare la differenza nella cura di tumori rari e complessi.
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