
Per la Giornata mondiale del 21 marzo CoorDown lancia una campagna contro l’uso delle parole della disabilità come insulto.
In occasione della Giornata mondiale sulla sindrome di Down, che si celebra il 21 marzo, CoorDown ha lanciato la campagna internazionale "Just evolve" per sensibilizzare sull’uso delle parole legate alla disabilità come forma di insulto o di derisione.
Secondo i promotori, quando la disabilità viene utilizzata come metafora per indicare incapacità o fallimento si rafforzano stereotipi e discriminazioni che incidono concretamente sulla vita delle persone.
Linguaggio e stigma sociale
Nel mondo anglosassone uno dei termini più discussi è la cosiddetta "R-word", il termine "retarded", mentre in Italia parole come "ritardato" o "mongoloide" continuano a essere utilizzate con un forte carico stigmatizzante.
"Il 90% delle volte chi usa queste parole non lo fa per offendere direttamente le persone con disabilità", afferma Martina Fuga, presidente di CoordDown, la rete che riunisce numerose associazioni italiane che rappresentano persone con sindrome di Down e le loro famiglie e coordina molte campagne internazionali di sensibilizzazione sul tema. "Ma il loro utilizzo contribuisce a creare un contesto culturale che associa la disabilità a incapacità, fallimento e marginalità".
La sindrome di Down in Italia
La sindrome di Down è una condizione genetica causata dalla presenza di una copia in più del cromosoma 21 e rappresenta una delle più diffuse anomalie cromosomiche. In Italia si stima che ogni anno nascano circa 500 bambini con questa condizione, mentre le persone con sindrome di Down sono complessivamente circa 38 mila.
Secondo le associazioni, nonostante i progressi nell’inclusione sociale e nell’accesso alle cure, persistono ancora stereotipi culturali che si riflettono anche nel linguaggio quotidiano.
Il film della campagna
La campagna, come accennato, è accompagnata dal cortometraggio "Just evolve", in cui un giovane con sindrome di Down dialoga con un uomo che rivendica la propria libertà di espressione, mostrando come alcune abitudini del passato oggi appaiano inaccettabili.
Il messaggio della campagna è che anche l’uso di parole offensive legate alla disabilità può essere superato, proprio come molte pratiche culturali che oggi riteniamo abbondantemente superate e che non accetteremmo mai tornassero a fare parte della nostra quotidianità.
Il Coordinamento delle associazioni delle persone con sindrome di Down resta vigile sul disegno di legge approvato dal Cdm. Preoccupano criteri di accesso ritenuti troppo restrittivi.
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