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Riforma della medicina generale, Fimmg: “Serve confronto costruttivo”

Sindacato Redazione DottNet | 11/03/2026 17:52

Il sindacato dei medici di famiglia interviene sulla proposta di legge e invita le altre sigle a evitare polemiche: il dibattito deve concentrarsi sul ruolo dei medici nel nuovo modello territoriale.

La riforma della medicina generale torna al centro del confronto politico e professionale con la calendarizzazione alla Camera della proposta di legge che punta a ridefinire il ruolo dei medici di famiglia nel nuovo assetto dell’assistenza territoriale. E lo fa non senza un contorno di polemiche.

Sul tema interviene la Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), che invita a riportare il dibattito su un piano costruttivo.

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"La discussione parlamentare può e deve essere un momento costruttivo, capace di coinvolgere maggioranza, opposizione e parti professionali in una ricerca di sintesi", afferma il sindacato commentando la proposta di legge a prima firma del deputato Stefano Benigni.

Il nodo del modello organizzativo

Al centro della proposta c’è la ridefinizione del ruolo del medico di medicina generale nel contesto delle Case della comunità e della riorganizzazione dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR.

Uno dei punti più sensibili riguarda il modello contrattuale dei medici di famiglia. Il testo, infatti, mantiene il rapporto di convenzionamento con il Servizio sanitario nazionale, escludendo il passaggio al rapporto di dipendenza.

Una scelta che, secondo la Fimmg, rappresenta un elemento essenziale per preservare l’identità professionale della medicina generale. "La proposta riafferma un’identità professionale che non va svenduta", sottolinea la Federazione.

Le tensioni tra le sigle sindacali

La presa di posizione arriva anche in risposta alle critiche avanzate nei giorni scorsi da altre organizzazioni sindacali della medicina generale.

Secondo la Fimmg, il confronto sulla riforma non dovrebbe ridursi a una contrapposizione tra modelli alternativi. "Tanto rumore per nulla non è politica sindacale. È assenza di progetto", afferma la Federazione, invitando le altre sigle a partecipare al confronto parlamentare in modo più costruttivo.

Il sindacato sottolinea inoltre di aver mantenuto negli ultimi mesi un dialogo costante con i parlamentari impegnati nel percorso legislativo, tra cui i presidenti delle Commissioni sanitarie di Camera e Senato.

Un dibattito ancora aperto

Il futuro della medicina generale resta uno dei temi più complessi della riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale. Oltre alla proposta in discussione alla Camera, esistono infatti altri disegni di legge presentati sia da forze di maggioranza sia di opposizione.

"Il panorama è articolato e complesso", osserva la Fimmg. Ridurre il confronto a uno scontro tra posizioni contrapposte, conclude il sindacato, rischia di semplificare un dibattito che riguarda l’organizzazione stessa dell’assistenza territoriale nel sistema sanitario italiano.

Un fronte sindacale ancora diviso

Le reazioni alla proposta di riforma confermano come il tema della medicina generale continui a generare posizioni differenti anche all’interno della rappresentanza sindacale della categoria.

Negli ultimi mesi diverse sigle hanno espresso valutazioni divergenti sul modello organizzativo dei medici di famiglia, in particolare sul rapporto di lavoro con il Servizio sanitario nazionale e sul ruolo dei professionisti nelle nuove Case della comunità.

La mancanza di una posizione unitaria riflette la complessità del passaggio che il sistema sanitario sta affrontando. Le proposte di riforma della medicina generale non riguardano infatti solo aspetti contrattuali, ma toccano l’equilibrio complessivo dell’assistenza territoriale e la ridefinizione del ruolo del medico di famiglia nel nuovo assetto del SSN.

È quindi probabile che il percorso parlamentare della riforma alimenti un confronto molto vivace tra le diverse anime della sanità, tra organizzazioni professionali, istituzioni e forze politiche.

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