
Sanità privata, stop alle trattative sul rinnovo del contratto nazionale. I sindacati denunciano l’assenza di apertura delle associazioni datoriali e confermano lo sciopero del 17 aprile.
Improduttivo l’incontro convocato al ministero della Salute sul rinnovo del contratto della sanità privata. Al termine del confronto, i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno parlato apertamente di "fumata nera", denunciando l’assenza di disponibilità delle associazioni datoriali ad avviare la stagione dei rinnovi contrattuali.
L’incontro si è svolto con la mediazione del ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni, ma secondo le organizzazioni sindacali non avrebbe prodotto alcun passo avanti concreto.
Contratto fermo e tensione nel settore
"La riunione si è conclusa con esito negativo", affermano in una nota unitaria i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi.
"Nonostante l’impegno di mediazione da parte del ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni, non abbiamo registrato alcuna reale volontà delle parti datoriali di aprire la stagione dei rinnovi. Non siamo più disposti a tollerare ulteriori attese e rinvii sulla pelle di chi garantisce la salute pubblica".
Il rinnovo, va ricordato, riguarda circa 300 mila lavoratrici e lavoratori della sanità privata accreditata che operano nelle strutture convenzionate con il Servizio sanitario nazionale.
Sindacati: pari diritti per chi eroga servizi pubblici
Secondo i sindacati, la questione centrale resta quella del divario contrattuale tra personale della sanità pubblica e quello delle strutture private accreditate che erogano prestazioni per conto del Servizio sanitario nazionale.
"Parliamo di lavoratrici e lavoratori che assicurano ogni giorno la resilienza del Sistema sanitario nazionale e garantiscono i livelli essenziali di assistenza al pari dei colleghi del pubblico. Eppure Aris e Aiop continuano a sottrarsi alle proprie responsabilità", affermano i segretari.
Nel corso dell’incontro le organizzazioni sindacali hanno inoltre chiesto al ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni di introdurre un sistema di accreditamento più stringente, che vincoli le strutture convenzionate all’applicazione dei contratti nazionali sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.
"Chi effettua un servizio pubblico deve avere pari dignità salariale e normativa", non hanno mancato di sottolineare i sindacati.
Confermato lo sciopero nazionale del 17 aprile
Alla luce dell’esito negativo del confronto, Cgil, Cisl e Uil hanno confermato lo sciopero nazionale del settore già proclamato per il prossimo 17 aprile.
"La mobilitazione prosegue senza sosta in tutti i territori – concludono i segretari –. Intensificheremo le richieste di ispezioni nelle strutture e porteremo la voce della sanità privata in piazza a Roma".
La vertenza contrattuale si inserisce in un contesto già ampio di tensioni sul ruolo della sanità privata accreditata all’interno del Servizio sanitario nazionale e sulle condizioni di lavoro del personale che opera nelle strutture convenzionate.
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