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Aleotti: "Accesso ai farmaci uguale per tutti". Nel mirino il Testo Unico

Farmaci Redazione DottNet | 25/02/2026 11:30

Lucia Aleotti interviene sul Testo Unico della legislazione farmaceutica: accesso uniforme, meno burocrazia e maggiore autonomia europea sui principi attivi.

Lucia Aleotti interviene sul Testo Unico della legislazione farmaceutica: accesso uniforme, meno burocrazia e maggiore autonomia europea sui principi attivi.

"Questa norma è benvenuta, perché crediamo che riporterà ordine, abrogando norme obsolete. Mira a garantire un accesso equo ai farmaci su tutto il territorio nazionale, a ridurre la burocrazia, consolidare il ruolo delle farmacie di comunità come presidi territoriali e migliorare la sostenibilità del sistema sanitario".

Lucia Aleotti, azionista del Gruppo Menarini e componente del Comitato di presidenza di Farmindustria, interviene così nel dibattito parlamentare sul Testo Unico della legislazione farmaceutica.

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"Rende uniforme l’accesso ai farmaci per i pazienti ed elimina le differenze regionali", aggiunge. "Siamo un Paese privilegiato, perché abbiamo un sistema sanitario nazionale. E perché abbiamo un’industria farmaceutica che investe molto nel nostro Paese, esporta per quasi 70 miliardi, crea lavoro qualificato, in gran parte anche al femminile, e dà un grande contributo al Pil".

Che cos’è il Testo Unico della legislazione farmaceutica

Il Testo Unico della legislazione farmaceutica è il provvedimento con cui il Parlamento punta a riordinare in un unico corpo normativo l’insieme delle disposizioni stratificate negli anni in materia di produzione, autorizzazione, classificazione, distribuzione e dispensazione dei medicinali.

Negli anni la normativa del settore si è sviluppata attraverso interventi successivi, decreti, leggi finanziarie e recepimenti di direttive europee, generando un quadro complesso. L’obiettivo del Testo Unico è sistematizzare le norme, eliminare quelle superate e rendere più coerente l’impianto regolatorio.

Tra i temi coinvolti rientrano la governance della spesa, la classificazione dei farmaci ai fini del rimborso, la distribuzione tra canale ospedaliero e territoriale, il ruolo delle farmacie di comunità e il coordinamento tra livello centrale e Regioni. È in questo quadro che Aleotti parla di "riportare ordine" e di "garantire un accesso equo ai farmaci su tutto il territorio nazionale".

Dipendenza dai principi attivi e autonomia europea

"Uno dei problemi è la dipendenza dei principi attivi da Cina e India. Anche questo argomento sarà affrontato per la prima volta dal Testo Unico", osserva Aleotti. "Crediamo che l’Italia, o almeno l’Europa, dovrebbe avere una sua indipendenza. Non sarà facile trovare una soluzione, ma dobbiamo cominciare a pensarci".

Il tema riguarda la sicurezza delle filiere e la forte dipendenza europea dalla produzione extraeuropea di principi attivi, emersa con evidenza durante la pandemia e oggi al centro delle riflessioni strategiche sull’autonomia industriale.

"Finora l’Europa ha fatto molto male, con una Commissione Europea che sembra voler allontanare gli investimenti dal nostro continente", prosegue.

Il confronto globale sull’innovazione

"Dieci anni fa l’Europa era prima al mondo per innovazione farmaceutica, adesso siamo stati sorpassati non solo dagli Stati Uniti ma anche dalla Cina", conclude Aleotti.

Il riferimento è alla competizione internazionale in ricerca e sviluppo, con gli Stati Uniti che mantengono una leadership consolidata e la Cina che ha accelerato negli ultimi anni sul fronte biotech e produttivo.

Il dibattito sul Testo Unico si inserisce quindi in un quadro più ampio che riguarda non solo il riordino normativo nazionale, ma anche il posizionamento industriale dell’Europa nel mercato globale del farmaco.

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