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Medici in corsia fino a 72 anni, verso una conferma volontaria nel Milleproroghe

Sanità pubblica Redazione DottNet | 16/01/2026 09:39

Dalla maggioranza segnali convergenti per confermare fino a 72 anni, su base volontaria, la permanenza in servizio dei medici ospedalieri con un emendamento al decreto Milleproroghe.

Dalla maggioranza segnali convergenti per confermare fino a 72 anni, su base volontaria, la permanenza in servizio dei medici ospedalieri con un emendamento al decreto Milleproroghe.

La possibilità per i medici ospedalieri di proseguire l’attività in corsia fino a 72 anni torna al centro del confronto politico dopo essere rimasta fuori dal testo del decreto Milleproroghe approvato a fine 2024. La norma, prevista nel Milleproroghe dello scorso anno con scadenza fissata al 2025, non è stata riproposta nel nuovo decreto, creando un vuoto che la maggioranza punta ora a colmare in sede parlamentare.

Secondo quanto filtra da fonti di maggioranza, l’orientamento condiviso è quello di ripristinare la misura attraverso un emendamento nel corso dell’esame del decreto alla Camera, dove il termine per la presentazione delle proposte è fissato al 22 gennaio. L’obiettivo è quello di evitare che la mancata proroga interrompa uno strumento che ha consentito di limitare i disagi causati dalla persistente carenza di personale.

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Dalla maggioranza segnali espliciti in questa direzione

Le prime indicazioni in questa direzione erano arrivate dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, che aveva anticipato l’intenzione di intervenire per consentire la permanenza in servizio dei medici - su base volontaria - fino a 72 anni. Una linea che, nelle ore successive, ha trovato conferme trasversali all’interno dei partiti di maggioranza.

In particolare, dalla Lega è arrivata la disponibilità a presentare un emendamento specifico. La capogruppo in commissione Affari sociali della Camera Simona Loizzo ha richiamato la necessità di andare incontro alle esigenze dei professionisti sanitari e delle Regioni, sottolineando come la proroga venga considerata coerente anche con le richieste emerse in sede di Conferenza Stato-Regioni.

Il tema viene così ricondotto a una cornice più ampia, che lega la gestione dell’età pensionabile alla tenuta complessiva del Servizio sanitario nazionale, in particolare sul fronte delle liste d’attesa e delle difficoltà nel garantire una copertura adeguata dei turni ospedalieri.

Una proroga volontaria legata alla carenza di personale

L’impostazione che emerge dagli interventi dei rappresentanti della maggioranza insiste sul carattere volontario della misura. L’estensione fino a 72 anni non viene presentata come un obbligo, ma come una possibilità per quei medici che intendano continuare a prestare servizio, mettendo a disposizione competenze ed esperienza in una fase di transizione del sistema.

La proroga va comunque intesa come uno strumento tampone, utile a contenere le criticità legate alla carenza di personale, in attesa di interventi strutturali sul reclutamento e sull’organizzazione del lavoro sanitario. Non a caso, il riferimento ricorrente è alla riduzione delle liste d’attesa e alla necessità di non disperdere professionalità già formate, soprattutto nei territori più in difficoltà.

Quali sono i prossimi passaggi parlamentari

Dal punto di vista procedurale, la questione dovrebbe trovare soluzione nel corso dell’esame del decreto Milleproroghe in commissione alla Camera. L’emendamento annunciato servirebbe a sanare il vuoto normativo creatosi dopo la scadenza della misura prevista nel precedente decreto e a garantire continuità a una disposizione che, secondo la maggioranza, incontra il favore sia delle istituzioni territoriali sia di una parte del mondo sanitario.

Resta ora da verificare se e come la proroga verrà formulata nel testo emendativo e se saranno previste condizioni specifiche legate alle esigenze organizzative delle aziende sanitarie. Un passaggio che consentirà di capire se l’orientamento politico emerso in queste ore si potrà tradurre in una misura immediatamente operativa.

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