
Il nuovo sistema di accesso a Medicina è contestato per irregolarità e stress sugli studenti. Ma il vero nodo è la programmazione serve formare più medici senza un sistema in grado di assorbirli?
Il nuovo sistema di accesso ai corsi di Medicina e Chirurgia "mostra tutte le sue falle" e rischia di avere un impatto significativo sulla salute mentale degli studenti. È quanto emerge da un dossier presentato alla Camera dal Comitato Medicina senza filtri, che riunisce realtà legali, associative e studentesche, e che riaccende il dibattito sul numero chiuso e sul semestre filtro.
Stress, incertezza e carenze organizzative
Secondo un sondaggio esplorativo condotto dal Comitato tra studenti di tutta Italia, il quadro emerso è definito "allarmante". Le criticità segnalate riguardano la scarsa variabilità delle metodologie didattiche, programmi ritenuti eccessivi rispetto al tempo disponibile e una carenza di spazi e servizi universitari. Ma il dato più rilevante riguarda la salute psico-fisica degli studenti, con livelli elevati di stress, difficoltà nella gestione della vita quotidiana e un persistente senso di incertezza rispetto al futuro.
Un disagio che, secondo i promotori dell’iniziativa, si inserisce in un contesto già segnato da irregolarità procedurali e da regole percepite come instabili.
Le contestazioni sul semestre filtro
Nel mirino del Comitato finiscono anche presunte anomalie nella gestione delle prove e delle graduatorie. Tra le criticità segnalate figurano prove violate, controlli ritenuti insufficienti, diffusione in tempo reale delle domande dei test e concentrazioni statistiche anomale di punteggi elevati in alcune sedi universitarie.
Particolarmente contestata è la decisione del Ministero di consentire l’ammissione anche a candidati che non avrebbero raggiunto la soglia minima prevista. Una scelta definita dal Comitato come una "sanatoria ex post", ritenuta illegittima e in contrasto con il decreto legislativo che ha istituito il semestre filtro.
"Cambiare le regole dopo lo svolgimento delle prove è vietato in qualsiasi selezione pubblica", sottolineano gli avvocati Francesco Leone e Simona Fell, annunciando il ricorso alle vie giudiziarie.
Verso una nuova proposta di legge
Alla denuncia delle criticità si affianca l’annuncio di una nuova iniziativa politica. "Stiamo costruendo una proposta di legge che superi definitivamente il caos del semestre filtro", ha spiegato Matteo Hallissey, presidente di Radicali Italiani e +Europa. Tra i punti indicati: regole chiare, anonimato garantito, controlli effettivi e criteri nazionali uniformi.
È stato inoltre annunciato il lancio del "Tour dei Diritti", una mobilitazione che toccherà diverse città italiane con incontri aperti a studenti e famiglie.
Il nodo di fondo: accesso e programmazione del sistema
Al di là delle contestazioni procedurali, la vicenda riapre una questione strutturale: l’accesso a Medicina non può essere separato dalla capacità del Servizio sanitario nazionale di assorbire e valorizzare i futuri medici. L’aumento dei posti e l’allargamento delle maglie di ingresso rischiano di produrre una generazione di professionisti che, sebbene formati, potrebbero non trovare un sistema in grado di integrarli, soprattutto in alcune specializzazioni e in determinati territori.
In questo senso, il dibattito sul numero chiuso e sul semestre filtro incrocia quello, più ampio, della programmazione sanitaria, sulla carenza selettiva di medici e sulle condizioni di lavoro nel Ssn. Un intreccio che rende evidente come la riforma dell’accesso agli studi medici non possa prescindere da una visione complessiva del sistema sanitario e delle sue reali capacità di accoglienza.
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Il Comitato Medicina Senza Filtri porta nella capitale il dossier sulle criticità del semestre filtro: contestate irregolarità nelle prove, anomalie nelle graduatorie e sanatorie ministeriali.
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