
Per la seconda dose, rimane la raccomandazione di farla con lo stesso vaccino dopo un intervallo di 4-12 settimane
I benefici del vaccino di AstraZeneca, in termini di ricoveri, ingressi in terapia intensiva e morti evitate, sono superiori al rischio, molto raro, di avere eventi avversi di tromboembolia, e aumentano di pari passo con l'età delle persone e il tasso di contagio. Per la seconda dose, rimane la raccomandazione di farla con lo stesso vaccino dopo un intervallo di 4-12 settimane.
Lo sottolinea nell'ultimo rapporto pubblicato sul sito il Centro Europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), sulla base anche dei dati raccolti dall'Agenzia europea del farmaco (Ema). Stando ai dati aggiornati al 12 maggio, 15 paesi europei hanno adottato specifiche raccomandazioni per somministrare il vaccino solo a certi gruppi di età, di solito quelli più anziani, mentre 12 ne raccomandano l'uso sulle caratteristiche aggiornate dall'Ema, e due paesi hanno smesso di usarlo.
Complessivamente sono 20 i paesi che raccomandano di dare la seconda dose sempre di AstraZeneca (con l'eccezione di chi ha avuto reazioni dopo la prima iniezione o eventi tromboembolici), mentre 5 (Svezia, Germania, Francia, Finlandia e Danimarca) hanno deciso di usare i vaccini a Rna per la seconda dose. Quattro paesi invece stanno ancora decidendo il da farsi in attesa di ulteriori dati, visto che le seconde dosi dovrebbero iniziare dalla fine di maggio. Nel Regno Unito è in corso uno studio, che durerà un anno, in cui si valuta l'effetto della prima dose con AstraZeneca e della seconda con i vaccini di Pfizer, Moderna e Novavax.
Al Ministero della Salute confronto sulla riforma della distribuzione dei farmaci. Più territorio e prossimità, ma resta centrale l’equilibrio tra accesso e sostenibilità.
Farmaceutica Usa in Italia: produzione oltre 9 miliardi e 22mila occupati. Competenze elevate, ma burocrazia e complessità regolatoria limitano la ricerca.
Dopo il focolaio nel Regno Unito, la Sip richiama l’attenzione su prevenzione e coperture vaccinali. Criticità per gli adolescenti e differenze tra Regioni.
Un libro raccoglie 27 testimonianze di pazienti, caregiver e clinici. Dalla medicina narrativa emerge il peso della malattia ereditaria e il valore della relazione di cura.
Al Ministero della Salute confronto sulla riforma della distribuzione dei farmaci. Più territorio e prossimità, ma resta centrale l’equilibrio tra accesso e sostenibilità.
Egualia avverte: senza misure sui farmaci off-patent cresce il rischio carenze. Costi in aumento e prezzi rigidi mettono sotto pressione il sistema.
Il parallel trade consente di importare medicinali da Paesi UE dove costano meno. In Italia il fenomeno resta limitato rispetto ad altri mercati europei.
Rapporto PGEU: nel 70% degli Stati Ue la situazione non migliora e nell’11% mancano oltre mille farmaci. In Italia carenze in crescita del 4,8% in un anno.
Commenti